You'll never find me - Nessuna via d'uscita (2025) Cripticità vuota

 

Locandina del film You'll never find me 2025

Recensione a cura di: Roberto Terzaroli

Titolo originale: You'll Never Find Me
Casa di produzione: Cinephil, SBS Films
Piattaforma di distribuzione in Italia: Canale ScreamHub (Primo Video) 
Genere: Thriller psicologico / Horror
Durata: 99 minuti
Regia: Indianna Bell e Josiah Allen
Sceneggiatura: Indianna Bell
Cast: Brendan Rock (Patrick), Jordan Cowan (La ragazza misteriosa)

Trama:

Una ragazza misteriosa bussa di notte alla porta di Patrick, un uomo solitario che le dà accoglienza. Da lì inizierà un lungo dialogo che sfocerà in qualcosa di profondamente oscuro.



Cosa ne penso (no spoiler): 
 
Stranamente apprezzato da diversi appassionati delle produzioni di nicchia, "You'll Never Find Me", doppiato solo recentemente in italiano, è uno di quei titoli che consiglierei quasi per fare un dispetto a qualsiasi appassionato di film horror. Un’ora e mezza di noia soporifera e delirio ai massimi livelli che faranno innervosire e spazientire anche lo spettatore con i nervi più saldi.
Devo dire che in generale apprezzo molto le storie minimali e i lungometraggi girati in una sola ambientazione, per essere spesso film incentrati molto su dialoghi cerebrali, lenti ma profondi, che giocano sulla tensione psicologica e lasciano nel cassetto i jump scare, tanto amati dal pubblico generalista. Anche in questo caso ci troviamo in una situazione di questo genere, o almeno ci si prova, purtroppo con pessimi risultati. Il senso di tensione e di forte mistero che permea tutta la parte iniziale è davvero d’effetto e fa nascere molte domande interessanti che non trovano risposta, ma il bello è che la risposta non arriva mai se non nel finale, lasciando un mare di spiegazioni insolute ancor più che all’inizio, un vero incubo ma non in senso positivo.
"You'll Never Find Me" fa abbastanza arrabbiare poiché ci troviamo di fronte a una produzione dotata di un’ottima fotografia, ottime inquadrature, un sonoro eccellente che dona un’atmosfera claustrofobica davvero unica, ma purtroppo il bagaglio tecnico di tutto rispetto non trova compimento in una messa in scena davvero coinvolgente.
Al termine della visione sarete presi dal desiderio di reperire informazioni in rete sulle interpretazioni della trama e questo, almeno a mio parere, non è quasi mai un bene.
Chi legge le mie recensioni sa quanto io apprezzi le storie chiare, semplici ed efficaci, magari con qualche spunto di riflessione interessante. In questo caso lo spunto c’è, ma reso davvero in modo pessimo e con una sceneggiatura non all’altezza.
In tutta onestà è un film che non consiglio a nessun appassionato medio di horror, tranne a chi vuole farsi del male con un’ora e tre quarti di pura noia o a chi apprezza derive leggermente manieriste.

Passo e chiudo, cari amici Cineribelli! Appuntamento alla prossima recensione.

Il film piacerà a:
Chi apprezza atmosfere minimali, con molti dialoghi e un senso di tensione crescente, senza desiderare allo stesso tempo grandi spiegazioni.

Il film non piacerà a:
Chi non apprezza i ritmi lenti e trame eccessivamente criptiche

Pregi:
Ottima fotografia, così come il comparto sonoro. Ottima anche l’interpretazione di Brendan Rock nei panni di Patrick.

Difetti:
Una sceneggiatura insufficiente che non riesce a tenere il passo con l’ottimo comparto stilistico.

Giudizio finale:
lo consiglio?







Recensione a cura di: Roberto Terzaroli


 

 
 

Commenti