TOGETHER (2025) Un horror platonico

   

locandina del film together 2025

Recensione a cura di: Roberto Terzaroli

Titolo originale: Together
Piattaforma di distribuzione in Italia: I Wonder Pictures
Genere: horror, sentimentale, thriller, grottesco
Durata: 102 minuti
Casa di produzione: Picturestart, Tango Entertainment, 30West, 1.21, Princess Pictures
Regia: Michael Shanks
Sceneggiatura: Michael Shanks
Cast principale: Dave Franco (Tim), Alison Brie (Millie), Damon Herriman (Jamie), Mia Morrissey (Cath)

Trama:
Tim e Millie cercano di dare una svolta al proprio rapporto, ormai in crisi, trasferendosi in un cottage isolato in mezzo al bosco. Dopo un incidente in una fossa, il loro rapporto prenderà una piega decisamente problematica e surreale, portandoli sempre di più a diventare un tutt’uno, in ogni senso possibile.


Cosa ne penso (no spoiler): 
 
Together, uno degli horror di maggior risalto usciti lo scorso anno, riesce a non dire nulla o quasi in un’ora e tre quarti di visione, e per questo gliene rendiamo merito, non essendo un'impresa sicuramente facile. Quando si toccano tematiche filosofiche in una pellicola horror cercando di creare qualcosa d’intelligente, le cose sono due: o ne esce un capolavoro o un disastro; in questo caso mi sento di votare decisamente per la seconda opzione.
Decantato come pellicola migliore dell’anno dalle pubblicità virali, che ormai invadono il web con proclami quasi sempre assurdi e fuorvianti, Together si rivela un film poverissimo, vuoto, a tratti volutamente surreale ma senza mai riuscire minimamente a coinvolgere, tutto questo almeno per la prima metà del film, soporifero a tal punto da sfidare gli insonni più incalliti.
Dalla metà in poi la visione diviene leggermente più interessante, entrando più nel nocciolo della trama, con una tensione crescente che inizia perlomeno a incuriosire ma sicuramente non a spaventare o inquietare, aspetti decisamente d’obbligo in una pellicola horror.
I nostri Tim e Millie, interpretati da Dave Franco e Alison Brie, sono una coppia alla frutta che si perde in dialoghi così ricchi e profondi da sembrare una storia di due adolescenti alle prime esperienze amorose, e solo questo fa storcere il naso fin da subito. In seguito, dopo essere caduti in una fossa in mezzo al bosco, entreranno in contatto con una forza misteriosa che sconvolgerà la loro permanenza nell’allegra dimora e la loro stessa vita.
L’intento della pellicola è far riflettere sul rapporto simbiotico che si instaura inevitabilmente in tutti i rapporti d’amore, ma lo fa davvero nel peggiore dei modi, andando a disturbare miti platonici e rituali oscuri in un’insalata davvero poco interessante, anzi del tutto dimenticabile.
Unica nota interessante è l’aspetto body horror, sicuramente unica parte riuscita della pellicola, anche se non del tutto, a causa di una CGI non sempre eccellente, ma in ogni caso accettabile.
Il finale è qualcosa di spiazzante in ogni senso, quasi tragicomico. In ogni caso, in una pellicola di questa bassa portata, è la ciliegina sulla torta. In senso ironico ovviamente.

A discapito del grande risalto che è stato dato a Together da diverse testate cinematografiche, ci troviamo di fronte a un’esperienza oggettivamente mediocre ma sufficiente pensando al pubblico medio, che forse come pregio ha quello di portare allo spettatore poco esigente una trama semplice e comprensibile, anche se di bassissima lega.

Alla prossima recensione, cari amici Cineribelli!

Il film piacerà a:
Agli spettatori poco esigenti che amano gli horror con pochi jump scare e magari, in questo caso, con risvolti filosofici, anche se pretenziosi e poco approfonditi.

Il film non piacerà a:
Chi cerca qualcosa di spessore e non apprezza l’aspetto body horror, punto cardine della pellicola anche se in tono minore e meno raccapricciante rispetto ad altre pellicole di questo genere.

Pregi:
Trama semplice, chiara e comprensibile per tutti. Un aspetto non sempre presente negli horror, quindi apprezzabile.

Difetti:
Dialoghi pessimi, Dave Franco e Alison Brie non brillano affatto, forse per colpa della regia non proprio ottimale.

Giudizio finale:
lo consiglio?





Recensione a cura di: Roberto Terzaroli


 

 
 

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