Ghostbusters - Minaccia glaciale (2024)
Genere: azione, commedia, fantasy, fantascienza
Durata: 115 minuti
Casa di produzione: Columbia Pictures, Ghost Corps, BRON Studios, Sony Pictures
Streaming: Amazon Prime Video
Produttori: Jason Reitman, Ivan Reitman, Jason Blumenfeld, Maria Moss
Regia: Gil Kenan
Sceneggiatura: Jason Reitman, Gil Kenan
Cast: Mckenna Grace (Phoebe Spengler), Finn Wolfhard (Trevor Spengler), Carrie Coon (Callie Spengler), Paul Rudd (Gary Grooberson), Kumail Nanjiani (Nadeem Razmaadi), Patton Oswalt (Dr. Wartzki), Celeste O’Connor (Lucky), Logan Kim (Podcast), Emily Alyn Lind (Melody), Bill Murray (Peter Venkman), Dan Aykroyd (Ray Stantz), Ernie Hudson (Winston Zeddemore), Annie Potts (Janine Melnitz), William Atherton (Walter Peck), Ian Whyte (Garraka)
Trama:
Tre anni dopo gli eventi di Ghostbusters: Legacy, la famiglia Spengler si trasferisce a New York nella storica sede originale degli acchiappafantasmi per aiutare Ray e Winston a rilanciare l’attività. Durante una missione, scoprono una misteriosa sfera d’ottone che contiene un antica divinità malvagia. La sfera verrà aperta per errore e questo scatenerà conseguenze disastrose alle quali dovranno porre rimedio i nostri eroi.
Cosa ne penso (no spoiler):
Essendo figlio della generazione 1980, la saga dei Ghostbusters rappresenta uno dei capisaldi della mia infanzia. Uscito nei cinema italiani nel lontano 1985 e diventato negli anni un vero e proprio cult, il mito degli acchiappafantasmi, a distanza di quarant'anni, cattura tuttora l'attenzione mediatica, tanto che, dopo il reboot al femminile di cui parleremo in un'altra recensione, si è deciso quattro anni fa, con l'orrendo ma decisamente ben accolto Ghostbusters Legacy, di riportare in vita il brand, stavolta con un cast decisamente rinnovato per le giovani generazioni, con la partecipazione di Finn Wolfhard, attore che molti conoscono per il ruolo di Mike Wheeler nella serie Stranger Things.
Che dire, sinceramente sono profondamente convinto che la saga sia finita nel 1989 con il secondo capitolo, secondo me addirittura migliore del primo per sceneggiatura e atmosfere comedy-grottesche, e tutto il resto sia veramente aria fritta, un ricordo dei Ghostbusters che furono, un mito anni '80 che sopravvive tutt'ora con un vasto gruppo di fan, che però ha la grande responsabilità di aver contribuito a questi reboot totalmente inutili.
Nonostante questa premessa estremamente negativa, devo dire che Ghostbusters – Minaccia glaciale nel complesso mi è piaciuto. Dopo Legacy, il primo sequel del 2021, decisamente fuori dai binari come contesto e ambientazione, in questo caso torniamo nella nostra amata New York, location del primo capitolo, e diciamola tutta: la più adatta per sfrecciare con la mitica Ecto-1, altro che il deserto.
In questo caso si è optato per una vera e propria operazione nostalgia anche sotto altri aspetti, come una figura che sopperisce alla mancanza di Egon Spengler ricalcando in tutto e per tutto il suo personaggio. Sempre presente poi la nipote Phoebe, interpretata dalla splendida Mckenna Grace, new entry più riuscita di questi due ultimi sequel e il sopracitato Mike Wheeler nei panni di Trevor Spengler.
Per il resto assistiamo al solito cameo del gruppo principale, con un Bill Murray in buona forma, anche se gli anni iniziano a farsi sentire, un Dan Aykroyd molto spompato che mette quasi tristezza, ed Ernie Hudson che si è dato alla filantropia; praticamente un gruppo vicino al pensionamento, sia per motivi di trama che per dare spazio alle giovani generazioni. Grande tristezza, ma passiamo oltre.
Praticamente questa volta il nemico da combattere è un'antica divinità malvagia e anche qui torniamo alle atmosfere del primo capitolo. Nel primo Ghostbusters c'era la figura del Mastro di Chiavi, qui il Mastro di Fuoco, solo per citare un dettaglio tra tantissimi che hanno ricreato per filo e per segno, comprese scene riproposte quasi come copia carbone del primo capitolo che ha fatto innamorare tanti fan di questa splendida saga.
Se pensate che possa mancare il fantasma ghiotto di schifezze, Slimer, vi sbagliate di grosso, adesso sembra pure ingrassato e vorace, a differenza del Marshmallow Man che, da enorme, è diventato minuscolo e si è moltiplicato a dismisura nel laboratorio dei nostri acchiappafantasmi.
Insomma, gli ingredienti ci sono tutti per una lacrimuccia da fan service e, stavolta, per arricchire il piatto con qualcosa di moderno, si parla pure di quantistica e dimensioni: un tocco di scienza al passo coi tempi per dare quel surplus in più a un film che sarebbe stato una vera copia esatta del primo capitolo in salsa moderna, con l'aggiunta di un paio di personaggi totalmente inutili con la tuta da Ghostbusters.
Insomma amici, se come me siete cresciuti con questi cult, questo ennesimo sequel non vi farà storcere troppo il naso. Si trova a cavallo fra la vecchia e la nuova generazione. Per una volta il ponte ha funzionato, e se ve lo dice uno ipercritico come il sottoscritto potete crederci.
Vi consiglio di vederlo, non vi dispiacerà.
A presto, cari Cineribelli, e mi raccomando: “If there’s something strange in your neighborhood… Who you gonna call? Ghostbusters!”
Il film piacerà a:
Ai nostalgici della saga originale che hanno odiato Ghostbusters Legacy. Questo capitolo torna molto sui binari
Ai nostalgici della saga originale che hanno odiato Ghostbusters Legacy. Questo capitolo torna molto sui binari
Il film non piacerà a:
A chi ama i sequel più sperimentali o ai puristi che detestano tutti i sequel successivi al secondo capitolo.
Pregi:
Fan service messo in atto con intelligenza, scelta più che azzeccata per i sequel di saghe storiche diventate cult.
Fan service messo in atto con intelligenza, scelta più che azzeccata per i sequel di saghe storiche diventate cult.
Difetti:
Un paio di nuovi Ghostbusters di troppo, personaggi inutili e dimenticabili.



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